In un panorama in cui l’arte spesso vive appesa, Sam Mayell la propone sospesa, in equilibrio tra forma e colore, in una danza di luce, materia e tonalità. Il suo lavoro è una conversazione continua con lo spettatore, un linguaggio cromatico che racconta emozioni e spazi, movimento e quiete.
Nel lavoro di Sam Mayell la parete diventa campo energetico. Le sue installazioni in ceramica, composte da moduli smaltati applicati direttamente al muro, trasformano la superficie verticale in una palette tridimensionale. Una vibrazione architettonica.
Ogni elemento, modellato e smaltato a mano nel suo studio in Nuova Zelanda, è una variazione tonale autonoma. Ma è solo nell’insieme che accade la magia progettuale: la parete si accende come una costellazione cromatica dove luce, ombra e riflesso diventano parte del linguaggio.
Nel lavoro di Sam Mayell il colore non è “steso”: è cotto, vetrificato, reso durevole. E soprattutto: è organizzato come farebbe un progettista di cromie, ma con la sensibilità di uno scultore.
Le sue installazioni a parete in ceramica funzionano come un sistema modulare: unità ripetibili nella forma, mai identiche nella resa. È qui che nasce l’effetto più interessante. La palette è un gradiente materico che cambia con la luce, con l’angolo di osservazione, con la distanza.
Il colore come materia viva
La ceramica ha una qualità che la pittura non possiede: reagisce. Gli smalti, stratificati e talvolta imprevedibili, generano micro-variazioni. Nessuna tessera è identica all’altra. È qui che la palette si fa viva: non uniforme ma pulsante. Le superfici smaltate catturano la luce naturale in modo diverso durante il giorno. Al mattino restituiscono tonalità più fredde, nel pomeriggio si scaldano, la sera diventano quasi vellutate. In questo senso, Mayell lavora come un colorista d’interni ma con un pensiero scultoreo: distribuisce colore nello spazio creando ritmo, pause, accenti.
I pezzi in ceramica artigianale realizzati a mano da Sam nel suo studio di Queenstown, sono componenti di palette viventi che possono trasformare una parete da vuota a sinnica. Caschetti cilindrici e forme morbide, chiamati domes e checkers, compongono collezioni che sembrano quadri tridimensionali: ogni elemento è una nota cromatica, ogni gruppo costituisce una sinfonia visiva.
Queste superfici di ceramica sono ricche di smalti stratificati e reattivi, ognuno con variazioni sottili e uniche, capaci di catturare la luce e di restituirla con variazioni emotive.
Quello che colpisce di più è la capacità di questi pezzi di dialogare con lo spazio. Appoggiati alla parete, i domes non sono semplici decori ma componenti di un linguaggio cromatico che trasforma l’architettura in atmosfera: la parete si anima, reagisce alla luce, respira colore e texture.
Per l’artista il colore non è un dettaglio, è un paesaggio emotivo, da scegliere, combinare e sentire. Ogni set invita a scegliere le proprie tonalità, a giocare con la composizione e raccontare una storia personale attraverso l’arte.
Come funziona tecnicamente una palette in ceramica
Una palette in ceramica nasce dall’incontro tra forma, smalto e luce. Su moduli curvi il colore non resta uniforme: compaiono ombre, riflessi e micro-sfumature che creano profondità anche con poche tonalità. Lo smalto, che è vetro vetrificato in cottura, varia in base a ossidi, additivi e atmosfera del forno, producendo sfumature irripetibili. Anche la finitura cambia tutto: il lucido amplifica i riflessi, il satinato li controlla, l’opaco diffonde la luce. La resa di palette ceramica dipende dunque dalle tonalità scelte, dalla qualità delle superfici e dalla loro risposta luminosa nello spazio.
Palette da vivere: quattro famiglie cromatiche
Nel mondo di Sam, le palette sono paesaggi da sentire con gli occhi e con la pelle. Ecco alcune combinazioni che catturano l’essenza del suo lavoro:
Oceanic Drift: Blu profondi, verdi marini, cerulei che si addensano come acqua in movimento. Ideali per spazi che chiedono calma e profondità. Qui il colore diventa immersione.
Sunset Glow: Arancio bruciato, rosa polveroso e ocra solare si fondono in un abbraccio cromatico che ricorda la magia dell’ultimo bagliore del giorno.
Forest Whispers: Verdi muschio, salvia, tonalità terrose. Un linguaggio cromatico che richiama la natura umida e silenziosa. Dona stabilità, radicamento, concentrazione.
Earthbound Neutrals: Sabbia, crema, taupe, ocra morbido. Una costruzione elegante e minimale, dove la texture sostituisce il contrasto e la sofisticazione nasce dalla sfumatura.
Ogni composizione può essere modulata: i moduli ceramici si aggregano in costellazioni più dense o più rarefatte, generando pattern personali.
Come scegliere la tua palette tridimensionale
Per i lettori di Veloria Journal scegliere una composizione alla maniera di Sam Mayell significa pensare il colore come esperienza spaziale. Ecco tre passaggi chiave:
Leggi la luce prima dei colori: guarda dove entra la luce (nord/sud) e come entra (diretta o filtrata). In stanze con luce fredda o poca luce, i blu e i verdi profondi risultano più intensi e densi. Con luce calda o sole del pomeriggio, i terracotta, gli ocra e i rosati si accendono e sembrano più avvolgenti.
Scegli il ritmo della parete: decidi che presenza deve avere: compatta (moduli vicini, più pieni): effetto scenografico, “parete protagonista”; aria tra i moduli (più distanza, più respiro): effetto discreto e contemplativo, come una costellazione leggera.
Definisci l’emozione che vuoi abitare: chiediti che sensazione vuoi quando entri nella stanza: quiete (toni freddi, desaturati, neutri morbidi) energia (caldi, contrasti più decisi) introspezione (scuri profondi, gamme compatte) accoglienza (terre, sabbie, rosati caldi).La palette, prima che decorare, regola il tuo stato nello spazio.
Il punto non è trasformare il muro in un manifesto. È renderlo un campo sensoriale: una superficie che lavora sul comfort visivo perché non ti impone un’immagine, ti offre una modulazione.
La ceramica, quando è pensata come palette porta nel colore ciò che spesso manca, cioè struttura.
Sam Mayell ci invita a guardare i colori non come superfici piatte, ma come entità vive, in continuo dialogo con lo spazio e con chi lo abita. Perché una palette è molto più di una selezione di sfumature: è un luogo dove l’occhio si riposa, la mente si sintonizza e il cuore trova casa.