26 Agosto 2026

Rome Fashion Show #Haute Couture 2026: l’alta moda tra identità, materia e nuove visioni

25 Luglio 2026

Rome Fashion Show #Haute Couture 2026: l’alta moda tra identità, materia e nuove visioni

Al Salone delle Colonne dell’EUR, il Rome Fashion Show #Haute Couture 2026 ha riunito ventitré stilisti e i progetti formativi di Accademia Viola e dell’Istituto Aniene. L’abito ha intrecciato scultura, savoir-faire, memoria, colore e ricerca identitaria.

Una sfilata può superare la semplice successione dei look e diventare un osservatorio sul presente. È accaduto al Rome Fashion Show #Haute Couture 2026, che per due giornate ha trasformato il Salone delle Colonne dell’EUR in un punto d’incontro tra culture, generazioni e percorsi creativi. Dall’Italia, dall’Europa e dagli Stati Uniti sono arrivati linguaggi diversi, uniti dal desiderio di ripensare la couture attraverso il gesto artigianale, la sperimentazione materica e la definizione di sé.

La terza edizione ha richiamato oltre seicento persone tra pubblico e addetti ai lavori. Le collezioni presentate hanno composto un panorama ricco di contrasti, nel quale il corpo è diventato luogo di forza, trasformazione e appartenenza.

Tra nuovi talenti e firme internazionali

Il direttore creativo Steven G. Torrisi ha portato sulla scenografica passerella illuminata talenti, ambasciatori affermati e nuove voci della moda nazionale e internazionale. La direzione artistica ha intrecciato formazione, alto artigianato e ricerca, creando un terreno comune per tecniche, immaginari e generazioni differenti.

Sabato, le creazioni di sette nuove realtà provenienti dall’Italia e dall’Europa hanno restituito la vitalità dei percorsi emergenti. A guidare il racconto è stata Emanuela Tittocchia, conduttrice televisiva, attrice e autrice, voce narrante e padrona del palco.

Tra i progetti presentati, Accademia Viola ha proposto Un soffio di Eternità, mentre Paola Bignardi ha affidato agli abiti una ricerca profondamente identitaria. Le capsule promosse da Coldiretti Donne hanno riunito Federica Tavian Ferrighi con RadicArti, Flavia Sbrolli con RUBERlab, Candida Piscitelli con My Flowers e Mattia Morbidoni con La Via della Seta. Il programma ha incluso anche le lavorazioni barocche di Concita Petralito, la collezione degli studenti dell’Istituto Aniene dedicata all’eredità di Valentino Garavani e i lavori selezionati da Swiss Fashion Impulse e Scuola di Moda Lugano, firmati da Caroline Rey, Yanou Santangelo, Liubov Gilevich, Maria Pia Ruggero ed Elena Campus. Saro Mattia Taranto ha completato il quadro con una proposta dedicata alla maturità dell’identità.

La giornata di domenica è stata dedicata agli ambasciatori e ai nuovi interpreti dell’alta moda: Mario Benton, Gianni Calignano, Giovanni Cannistrà, Franco Ciambella, Nino Lettieri, Michele Miglionico, Gian Paolo Zuccarello, Pina Grasso, Salvatore Pappacena, Pietro Paradiso e Rezarta Skifteri.

Dal caleidoscopio di Mario Benton al rigore cromatico di Franco Ciambella, dal bianco e nero di Nino Lettieri alla rilettura degli anni Ottanta firmata Michele Miglionico, ciascuna collezione ha introdotto un accento distinto. Tagli sartoriali, ricami, pizzi, chiffon e costruzioni architettoniche hanno testimoniato una couture radicata nel sapere delle mani e aperta alla sperimentazione.

All’interno di questo panorama, Veloria si sofferma su sei visioni capaci di intrecciare materia, luce, memoria e identità: Accademia Viola, Mario Benton, Pina Grasso, Rezarta Skifteri, Saro Mattia Taranto e Gian Paolo Zuccarello.

Accademia Viola: il corpo incontra la scultura

Accademia Viola – Un soffio di Eternità. Ph: Paolo Ponsillo.

Con Un soffio di Eternità, Accademia Viola esplora il desiderio di sottrarre la moda alla fugacità. Sviluppata con la supervisione del docente Danilo Gattai, la collezione guarda alla monumentalità della scultura classica e all’atmosfera senza tempo di Roma.

Protagonisti sono i corpini scultorei, modellati in pieghe decise che avvolgono busto, spalle e schiena. La figura assume una qualità solenne, protetta e al tempo stesso esposta, in equilibrio tra forza, bellezza e fragilità.

La pasta modellante sintetica, mutuata dalle arti figurative, è stata scelta per resistenza, leggerezza e duttilità espressiva. Il gesto del modellare precede quello del cucire, trasformando la superficie dell’abito in una piccola architettura.

Abiti dipinti a mano e corpini realizzati con la penna 3D ampliano la sperimentazione, mentre le gonne in chiffon introducono fluidità e movimento. La solidità delle strutture incontra così la leggerezza del tessuto, in una tensione continua tra permanenza ed effimero.

La collezione custodisce un paradosso affascinante: cercare, nella materia destinata a muoversi e mutare, un frammento di eternità.

Mario Benton: il colore diventa energia

Mario Benton al Rome Fashion Show 2026. Ph: Paolo Ponsillo.

Per il suo debutto romano, Mario Benton, in arte Mario B., è arrivato da San Francisco con un percorso maturato tra Los Angeles Fashion Week, New York Fashion Week, Chicago Fashion Week e Indie Fashion Week.

Paillettes, frange, cristalli e colori saturi costruiscono una collezione sfarzosa, pensata per una donna che afferma la propria presenza con audacia. Ogni look intercetta i riflessi della sala e li moltiplica, facendo dell’eccesso un esercizio di libertà.

Il riferimento al dancefloor contemporaneo emerge nel ritmo delle silhouette e nel movimento continuo delle superfici. L’abito diventa una sorgente di energia, capace di coinvolgere lo sguardo prima ancora di rivelare i dettagli.

Benton celebra il piacere della moda come gesto espansivo: una couture teatrale, luminosa e pienamente consapevole della propria forza scenica.

Pina Grasso: la luce attraversa il corpo

Pina Grasso, collezione AURA. Ph: Augusto Frascatani.

Con AURA, Pina Grasso porta la sartoria siciliana dentro una ricerca sottile sul rapporto tra pelle, tessuto e luce.

Trasparenze, pizzi e dettagli eseguiti a mano seguono i movimenti della figura con precisione. La costruzione su misura valorizza la singolarità di chi indossa il capo e lascia affiorare il corpo con misura.

Forza e leggerezza convivono nelle superfici impalpabili, dove la sensualità nasce dalla qualità del taglio e dalla cura dei particolari. L’eleganza coincide con un rivelare delicato, affidato alla luce e al movimento.

In AURA, l’abito diventa un’estensione della persona: attraversato dall’aria, vicino alla pelle, radicato nella tradizione e rivolto a una femminilità contemporanea.

Rezarta Skifteri: un giardino da indossare

Con Il Giardino dell’Anima, Rezarta Skifteri trasforma fiori, farfalle e pietre preziose in una costellazione da indossare.

La palette accosta tonalità pastello, oro, argento e nero, componendo figure in cui delicatezza e determinazione procedono insieme. La donna immaginata dalla stilista albanese conserva lo stupore dell’infanzia e lo porta dentro una forza pienamente adulta.

La formazione artistica di Skifteri emerge nelle lavorazioni manuali e nella ricchezza delle superfici. Gli elementi naturali assumono un valore simbolico e traducono desideri, ricordi e aspirazioni in materia sartoriale.

Il giardino diventa così uno spazio interiore in continua fioritura, dove dolcezza, carattere e fiducia crescono dalla stessa radice.

Saro Mattia Taranto: abitare la propria voce

La collezione di Saro Mattia Taranto nasce da una maturità personale e creativa ormai definita. La ricerca cede il passo alla consapevolezza, trasformando l’identità in una presenza stabile e riconoscibile.

La palette si fa essenziale, i materiali sono selezionati con rigore e la costruzione sartoriale acquista una misura più precisa. Ogni scelta risponde a un’intenzione chiara e concentra lo sguardo sull’essenziale.

L’abito asseconda una personalità già definita e le offre una forma coerente, capace di unire eleganza, autenticità e carattere.

Per Taranto, crescere significa affinare il proprio linguaggio. La collezione traduce questa conquista in tagli calibrati, materiali accurati e una bellezza sicura della propria direzione.

Una visione che dialoga con il tema approfondito da Veloria in Moda contemporanea ed identità di genere: il corpo oltre il codice , dove l’abito viene osservato come linguaggio capace di ampliare le possibilità di rappresentazione del corpo e del sé.

Gian Paolo Zuccarello: la Sicilia cucita nel nero

Con una capsule inedita di Poesia Siciliana, Gian Paolo Zuccarello sceglie il nero come trama narrativa della propria terra.

Profondo e sensuale, il colore accompagna linee avvolgenti e volumi architettonici, creando una femminilità intensa. L’eleganza rétro incontra una costruzione attuale, fondata sulla ricerca dei tessuti e su tagli capaci di esaltare la figura.

La Sicilia diventa carattere prima ancora che riferimento geografico: vive nella teatralità, nel contrasto e nella tensione tra rigore e seduzione.

La tradizione affiora nelle proporzioni e nei gesti sartoriali, liberata da ogni citazione letterale. Zuccarello la rende presente attraverso una couture che conserva memoria e, insieme, continua a evolvere.

Oltre gli abiti: la regia dell’immagine

Il Rome Fashion Show #Haute Couture 2026 è stato trasmesso in diretta mondiale sul canale YouTube MR TV Models Runway di Giancarlo Presutto. Raffaella Ligorio ha curato le interviste esclusive live, portando il racconto dell’evento oltre la sala.

Jonathan Tabacchiera ha firmato il make-up delle modelle, mentre Barbaro Virgillito, Pietro Ciuccio e Federico Donnarumma di FP Group Hair hanno curato l’hairstyling. Il lavoro beauty ha completato l’identità di ciascun look, collegando volumi, colori e atmosfera.

La couture come forma del presente

Dal corpino scolpito alle trasparenze, dal nero siciliano ai colori accesi, le collezioni hanno mostrato come la couture sappia trasformare tecnica e materia in un linguaggio personale. Ogni progetto ha attribuito alla figura una qualità diversa: monumentale, libera, luminosa, sognante, consapevole.

Il Rome Fashion Show 2026 ha ricordato che l’alta moda conserva la propria forza quando l’eccellenza del fare incontra una visione. L’abito supera allora la funzione e diventa una forma di pensiero in movimento.

Passa davanti allo sguardo per pochi istanti, eppure può lasciare una traccia più duratura del tessuto: l’immagine di ciò che siamo pronti a diventare.

Patrocini, allestimenti e partner del Rome Fashion Show 2026

Per l’edizione 2026, il Rome Fashion Show #Haute Couture ha ricevuto il patrocinio di CONFIINE, Confederazione Imprenditori Italiani in Europa, della Presidenza del Consiglio dei ministri, della Regione Lazio, dell’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, di CNA Federmoda, Fondazione Campagna Amica, Fondazione UniVerde, Coldiretti Donne e Terranostra Agriturismo e Ambiente.

L’allestimento del Salone delle Colonne ha esteso l’esperienza oltre la dimensione visiva. Le fragranze della profumeria artistica PANTHEON Roma, sponsor dell’evento, hanno accompagnato la sfilata attraverso un racconto olfattivo capace di unire arte, memoria e bellezza, in dialogo con la città da cui il marchio prende il nome. Un desk dedicato ha permesso al pubblico di conoscere le profumazioni e ricevere gli omaggi pensati per l’occasione. Altri doni sono stati offerti da Milano Fashion di Salvatore Starita, licenziatario ufficiale di ALV by Alviero Martini, e da Hintime di Nino La Falce, presente con i suoi prodotti beauty.

Lo scenografico allestimento floreale è stato firmato dal piemontese Symon Mattio Floral Designer, mentre tra gli sponsor dell’edizione figurava anche Udisky di Giovanna Giambruno.

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