8 Agosto 2026

Milla Novo, l’arte di intrecciare il colore

28 Maggio 2026

Milla Novo, l’arte di intrecciare il colore

Nel lavoro di Milla Novo il colore supera il piano dell’immagine: entra nella fibra, prende forma nel nodo, si espande nello spazio. Artista tessile con base nei Paesi Bassi, Novo realizza grandi wall hangings annodati a mano e installazioni immersive che si collocano in un territorio fertile tra arte, artigianato, architettura d’interni e percezione sensibile.

La sua pratica nasce da un rapporto profondo con il gesto e con gli elementi tessili, ma anche da una memoria culturale precisa: le origini cilene e il dialogo con l’eredità Mapuche, trasmessa attraverso la madre, ancora legata alla tessitura tradizionale. Questi codici, lontani da ogni citazione letterale, vengono rielaborati in una lingua contemporanea, ampia, strutturata, intensamente atmosferica.

La forza della sua opera risiede proprio in questo equilibrio: da un lato la disciplina del nodo e la sapienza della tessitura, dall’altro una sensibilità cromatica che conduce il macramè oltre ogni immaginario nostalgico. La sua ricerca porta questa tecnica verso una scala monumentale e una presenza architettonica, capace di modificare l’acustica, il calore visivo e la percezione emotiva di un ambiente.

Il macramè oltre il ricordo decorativo

Uno degli aspetti più interessanti del suo percorso riguarda proprio la rilettura del macramè. Milla Novo lo conduce nel presente con un gesto netto: ne amplia la scala, ne rafforza la struttura, gli conferisce una qualità monumentale, aprendolo al dialogo con l’arte, con il progetto d’interni e con una forma di scultura soffice. Lavora su grandi dimensioni, utilizza corde metalliche in tonalità come oro, bronzo e nero, e costruisce opere che attraggono lo sguardo, diffondono calore visivo e introducono una diversa qualità sonora nello spazio. È questa alleanza tra funzione ambientale, intensità plastica e precisione cromatica a distinguerla.

Il suo linguaggio convince perché tiene insieme polarità soltanto in apparenza lontane: la lentezza del gesto, la sapienza della fibra, la genealogia del simbolo; la sensibilità attuale per la scala, per l’ambiente e per la capacità immersiva dell’opera. Guardare un lavoro di Milla Novo significa entrare in una trama di segni in cui il colore orienta, costruisce, contiene, accompagna.

Le grandi wall hangings: l’opera che definisce la sua firma

Il nucleo più riconoscibile del lavoro di Milla Novo è costituito dai grandi arazzi annodati a mano.

Sono opere che hanno definito la sua identità visiva e che mostrano con chiarezza la sua visione: pattern astratti, rigore strutturale, dialogo continuo tra tradizione e contemporaneità.

Tra i lavori più importanti emergono il Piet Boon Golden Milla Novo Macrame Wallhanging e il Metallic Copper Wallhanging, entrambi esempi eloquenti della sua capacità di condurre il macramè in un territorio più scultoreo e sofisticato.

In queste opere il metallo cromatico, dorato o ramato, abbandona il ruolo di accento secondario e diventa una pelle luminosa che conferisce al tessile una statura architettonica.

A questa stessa famiglia appartengono anche i celebri wall hangings in black cotton, ispirati ai simboli di una tradizione indigena cilena e reinventati attraverso scala, struttura e colore.

RopeWorks: il recupero come gesto creativo

Un altro capitolo importante è RopeWorks, collezione sviluppata con il partner creativo NovoArt. Il progetto nasce dal desiderio di ridurre gli sprechi in studio e generare pezzi unici a partire dai materiali residui. È un passaggio significativo perché mostra come la ricerca di Novo vada oltre la monumentalità delle installazioni e delle commissioni di fascia alta, includendo anche una riflessione sul recupero e sulla seconda vita degli elementi tessili. In questa serie il colore mantiene la sua forza, ma si intreccia a un pensiero più consapevole sul processo, sul residuo, sulla trasformazione del frammento in opera compiuta.

Bomba: dal digitale alla lana

Tra i lavori più significativi degli ultimi anni c’è poi Bomba, una collezione di tappeti in lana tufted che segna un passaggio rilevante nella pratica dell’artista. Il progetto nasce attraverso software di AI imaging e viene poi tradotto in manufatto tessile grazie alla collaborazione con The Wool Studio.

La collezione comprende due varianti: Bomba Original, costruita come un’esplosione cromatica, e Bomba Coco, affidata a toni della terra più quieti e avvolgenti.

Bomba è importante perché rende leggibile un nodo centrale della sua poetica: la possibilità di far convivere eredità artigianale e strumenti contemporanei in un dialogo fertile.

Il digitale, in questo caso, apre una fase generativa che trova compimento nella fibra. Il colore, ancora una volta, è decisivo: nel passaggio dall’immagine alla lana conserva energia, ritmo, identità.

Ancestral Whispers: il tessile come paesaggio attraversabile

Tra le opere più importanti sul piano installativo emerge con forza Ancestral Whispers, progetto immersivo di grandi dimensioni realizzato nel Mleiha Desert di Sharjah per il Tanweer Festival nel novembre 2025. Si trattava di una struttura di circa 10 x 10 metri, composta da pannelli di macramè in cascata, pensati per essere attraversati fisicamente dai visitatori. L’opera esplorava la relazione tra tradizioni artigianali ancestrali e progetto spaziale contemporaneo, trasformando il tessile in esperienza corporea e ambientale.

Questo lavoro è centrale perché rivela con chiarezza la direzione più ampia della sua ricerca: il passaggio dal pezzo singolo all’ecosistema sensibile. In questa dimensione il colore smette di appartenere soltanto alla visione frontale e diventa esperienza da attraversare, elemento che avvolge, orienta il movimento, modella la percezione.

Il colore come struttura relazionale

Milla Novo è un nome prezioso perché il suo lavoro chiarisce una verità essenziale: il colore supera la dimensione puramente ottica. Diventa struttura relazionale. Costruisce appartenenza, attiva memoria, orienta l’emozione, modifica il rapporto tra corpo e spazio. Nei suoi lavori la componente cromatica si deposita, avvolge, permane.

Milla Novo sceglie la durata del gesto, la profondità della fibra, la continuità tra eredità e invenzione. Le sue opere attraggono perché sembrano emergere da una memoria antica e, nello stesso tempo, da una sensibilità pienamente attuale. Tengono insieme Sud America e Paesi Bassi, simbolo e architettura, nodo e algoritmo, lana e metallo, parete e paesaggio interiore.

È proprio in questa capacità di accordare mondi diversi che la sua ricerca acquista oggi un rilievo particolare. I suoi lavori mostrano come il colore possa farsi struttura, memoria e spazio vissuto, sottraendosi alla rapidità dell’effetto per ritrovare una temporalità più lenta e più densa: quella del gesto ripetuto, dell’intreccio, della tradizione che si rinnova con naturalezza, della bellezza che prende forma quando la fibra viene ascoltata in profondità.

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